Sempre più persone, prima di scegliere un fornitore o un professionista, non cercano più solo su Google: chiedono direttamente a ChatGPT, a Gemini, o vedono comparire un riepilogo generato dall’intelligenza artificiale in cima ai risultati di ricerca. La domanda che ci siamo fatti è semplice: cosa guarda davvero un’AI prima di consigliare un’attività piuttosto che un’altra?
In breve
Un’intelligenza artificiale non “sceglie” un’attività a caso, e nemmeno solo in base a quanto è conosciuta. Si basa su segnali verificabili: quanto sono chiari i contenuti del sito, quanto sono coerenti le informazioni di base (nome, indirizzo, contatti), e quante fonti esterne affidabili ne parlano. Lo stiamo verificando direttamente, testando il nostro stesso sito.
Cosa abbiamo fatto
Abbiamo deciso di usare il nostro sito, marcoluce.com, come caso di test reale, prima di applicare lo stesso approccio ai progetti dei clienti. L’idea è semplice: monitorare nel tempo se e quando il sito viene citato dall’AI Overview di Google o da altri assistenti AI, in risposta a domande che riguardano i nostri servizi, e capire cosa cambia man mano che interveniamo sui contenuti.
Non è un esperimento teorico: è un percorso concreto, con dati reali raccolti mese dopo mese, che condivideremo con trasparenza — compresi i risultati meno lusinghieri.

Cosa guarda un’AI prima di consigliare un’attività
Chiarezza dei contenuti
Un’intelligenza artificiale, per poter “consigliare” un’attività, deve prima capire con precisione cosa fa. Contenuti vaghi o troppo generici rendono difficile anche per un sistema molto sofisticato collegare un’attività a una richiesta specifica dell’utente.
Coerenza dei dati di base
Nome dell’attività, indirizzo, numero di telefono: se queste informazioni sono scritte in modo diverso da una pagina all’altra, o tra il sito e altre fonti online (directory, social, Google Business Profile), diventa più difficile per qualsiasi sistema automatico considerarle affidabili.
Presenza di fonti esterne
Un’AI, come un motore di ricerca tradizionale, tiene conto di cosa dicono altre fonti su un’attività, non solo di cosa dice l’attività di se stessa. Recensioni, articoli, citazioni su altri siti contribuiscono a costruire quella che si può chiamare “reputazione verificabile”.
Aggiornamento dei contenuti
Contenuti fermi da anni comunicano, implicitamente, che un’attività potrebbe non essere più attiva o rilevante. Un sito aggiornato con regolarità manda un segnale opposto, sia agli utenti che ai sistemi che analizzano il contenuto.
Cosa abbiamo trovato all’inizio del test
Il punto di partenza, per essere onesti, non era dei migliori: dai primi dati raccolti, il nostro sito risultava con una visibilità pari a zero nell’AI Overview di Google, su un numero comunque limitato di parole chiave monitorate. È esattamente il tipo di dato che serve per partire con un test reale: non un caso ideale già ottimizzato, ma una situazione concreta e comune a molte attività locali.
Nei prossimi mesi confronteremo questo dato di partenza con i progressi ottenuti nel nostro percorso di posizionamento, condividendo cosa ha funzionato e cosa no.
Cosa significa per un’attività locale
Questo tema non riguarda solo chi si occupa di siti web per lavoro. Sempre più persone, quando cercano un’attività nella propria zona — un ristorante, un artigiano, un professionista — ricevono prima una risposta sintetica generata dall’intelligenza artificiale, e solo dopo (o a volte mai) scorrono i risultati di ricerca tradizionali.
Un’attività che non è “leggibile” con chiarezza da questi sistemi rischia di restare invisibile in una parte crescente delle ricerche, anche se il sito esiste, è online, ed è ben fatto dal punto di vista grafico. Google stessa spiega come funzionano queste funzionalità AI nella propria documentazione ufficiale.
Domande frequenti
È possibile “forzare” un’AI a consigliare la propria attività?
No, non nel senso di manipolare il sistema. Quello che si può fare è rendere le informazioni sulla propria attività più chiare, coerenti e verificabili — le stesse pratiche che aiutano anche il posizionamento su Google in modo tradizionale.
Quanto tempo serve per vedere risultati in questo tipo di test?
Non esistono ancora tempistiche standard consolidate, perché è un ambito relativamente nuovo. Il nostro approccio è monitorare con continuità nel tempo, mese dopo mese, invece di aspettarsi cambiamenti immediati.
Questo tipo di visibilità sostituisce la SEO tradizionale?
No, si affianca. I segnali che aiutano un sito a essere considerato affidabile da un’intelligenza artificiale sono in larga parte gli stessi che aiutano il posizionamento tradizionale su Google: contenuti chiari, dati coerenti, fonti esterne credibili.
Riepilogo
Un’intelligenza artificiale non consiglia un’attività per caso: si basa su segnali concreti e verificabili, non troppo diversi da quelli che contano anche per un posizionamento tradizionale su Google. Il nostro test su marcoluce.com parte da un punto reale, anche se non perfetto, e lo racconteremo con trasparenza — perché crediamo che il modo migliore per capire questi cambiamenti sia viverli in prima persona, prima di proporli ai clienti.



