Sommario

Nell’articolo sui backlink di bassa qualità abbiamo visto come riconoscere un link che aiuta il sito da uno che non serve a nulla, o lo danneggia. La domanda naturale che segue è: come si costruiscono, nella pratica, dei buoni backlink? Qui vediamo i metodi che funzionano davvero per una piccola o media impresa, senza scorciatoie che quasi sempre si pagano più avanti.

In breve

Non esiste un modo rapido per costruire backlink di qualità: richiede tempo, relazioni reali con altre realtà del proprio settore o della propria zona, oppure contenuti abbastanza utili da meritare di essere citati spontaneamente. I metodi più veloci (acquisto di pacchetti di link, scambio massivo) quasi sempre fanno più danni che benefici.

Perché conviene costruirla attivamente, non aspettare che arrivi da sola

Alcuni backlink arrivano naturalmente, col tempo, semplicemente perché l’attività esiste ed è conosciuta. Ma aspettare passivamente significa lasciare al caso un elemento che incide concretamente sulla visibilità del sito. Costruire backlink in modo attivo, con un metodo, permette di accelerare un processo che altrimenti richiederebbe anni, e di indirizzarlo verso le pagine che contano davvero per il business.

I metodi che funzionano davvero

Contenuti “linkabili”

Un contenuto diventa linkabile quando offre qualcosa che altri hanno un motivo concreto per citare: dati originali (anche piccoli, come un’analisi su un mercato locale), una guida davvero completa su un argomento tecnico del proprio settore, o uno strumento gratuito (un calcolatore, un modello scaricabile). Un’azienda che produce arredi su misura, ad esempio, potrebbe pubblicare una guida tecnica su come scegliere i materiali in base al clima della propria zona: un contenuto che un blog di design locale avrebbe un motivo reale per citare.

Collaborazioni locali e di settore

Fornitori, partner, associazioni di categoria, camere di commercio: sono tutte realtà con cui spesso esiste già un rapporto reale, e che possono citare o linkare il sito in modo naturale, ad esempio in una pagina “partner” o in un caso studio condiviso. È uno dei metodi più sottovalutati perché non richiede di contattare sconosciuti: basta chiedere a chi già si conosce.

Digital PR su piccola scala

Non serve una campagna stampa nazionale: una testata locale che scrive un pezzo su un’attività del territorio, o un blog di settore che intervista il titolare su un tema specifico, generano backlink autorevoli e pertinenti. Il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: offrire un angolo interessante alla redazione (un dato, una storia, un punto di vista), non chiedere semplicemente “potete parlare di noi?”.

Recupero di menzioni non linkate

Capita spesso che un’attività venga nominata online (in un articolo, in un elenco, in una recensione) senza che il nome sia collegato con un link al sito. Monitorare queste menzioni e scrivere a chi le ha pubblicate, chiedendo gentilmente di aggiungere il link, è uno dei metodi più rapidi ed efficaci: chi ha già scritto il nome dell’attività, nella maggior parte dei casi, non ha problemi ad aggiungere un collegamento.

Cosa evitare assolutamente

  • Pacchetti di backlink acquistati, spesso provenienti da reti di siti di bassissima qualità, pensati solo per vendere link in massa.
  • Scambio di link massivo e automatico (“io linko te, tu linki me”), riconoscibile da Google come pattern innaturale quando avviene su larga scala.
  • Commenti spam o firme automatiche su blog e forum, inseriti solo per lasciare un link, senza alcun valore per chi legge.
  • Directory generiche a pagamento, che non hanno nulla a che fare con il settore o la zona dell’attività.

Quanto tempo serve per vedere risultati

La link building costruita con questi metodi è un lavoro lento: i primi effetti concreti sul posizionamento si notano, in genere, dopo alcuni mesi di attività costante, non dopo poche settimane. È un investimento che si costruisce nel tempo e si mantiene, non un’attività da fare una tantum e poi abbandonare.

Domande frequenti

Quanti backlink nuovi servono al mese per fare la differenza?

Non è il numero a contare, ma la qualità e la costanza: anche due o tre backlink autorevoli e pertinenti al mese, ottenuti in modo naturale, pesano più di decine di link di bassa qualità ottenuti in un colpo solo.

Posso fare link building da solo, senza un’agenzia?

Sì, soprattutto i metodi basati su relazioni locali e recupero di menzioni sono alla portata di chi gestisce direttamente l’attività. Richiedono tempo e costanza più che competenze tecniche specifiche.

I social media contano come backlink?

I link dai social, nella maggior parte dei casi, non trasferiscono lo stesso valore SEO di un backlink da un sito web, ma restano utili per aumentare la visibilità generale e indirettamente portare ad altre citazioni spontanee.

Riepilogo

  • Costruire backlink di qualità significa puntare su contenuti che meritano di essere citati, collaborazioni reali con realtà del proprio settore o della propria zona, piccole iniziative di digital PR, e il recupero di menzioni già esistenti ma non linkate.
  • I metodi rapidi e automatizzati vanno evitati, perché nella maggior parte dei casi fanno più danni che benefici.
  • È un lavoro lento, ma è anche quello che costruisce un’autorevolezza che resiste nel tempo.
Immagine di Marco Luce

Marco Luce

Web designer e Graphic designer affidabile, competente. Il mio Team di collaboratori unisce competenze di web designer, web development, social media marketing, per proporre soluzioni che possano soddisfare al meglio le vostre aspettative.

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